Sperare contro ogni speranza: il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2022

il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2022

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Sulla linea dell’Enciclica Fratelli tutti e in continuità con tutto il magistero di Papa Francesco, il messaggio per la Quaresima 2022, è un invito concreto alla speranza, speranza cristiana che non è in aria, ma concretamente con i piedi per terra. L’immagine evocativa utilizzata dal Santo Padre, e ripresa dalla lettera ai Galati di San Paolo Apostolo (Gal 6,9-10a), è quella del seminatore, il quale attende pazientemente il compimento di quella promessa racchiusa nel seme. Quest’immagine diviene quanto mai evocativa in questo tempo: «La Quaresima ci invita alla conversione, a cambiare mentalità, così che la vita abbia la sua verità e bellezza non tanto nell’avere quanto nel donare, non tanto nell’accumulare quanto nel seminare il bene e nel condividere», afferma il Santo Padre. Il primo seminatore è Dio stesso, che non si stanca di diffondere semi di bene nel mondo, nonostante le tante difficoltà, problematiche e drammi che sussistono nel mondo. Senza dubbio l’attenzione di questi giorni è catalizzata dai venti di guerra che soffiano nuovamente nel mondo, ma come sottolinea Suor Alessandra Smerilli nella conferenza di presentazione del testo del Santo Padre, «tutto ciò non può farci perdere la speranza».

Una Quaresima nel segno delle azioni concrete, che richiamano i credenti ad un’autentica vita del Vangelo, perché «la Quaresima ci chiama a riporre la nostra fede e la nostra speranza nel Signore (cfr 1 Pt 1,21), perché solo con lo sguardo fisso su Gesù Cristo risorto (cfr Eb 12,2) possiamo accogliere l’esortazione dell’Apostolo: «Non stanchiamoci di fare il bene» (Gal 6,9)».

La preghiera, che rafforza il nostro rapporto personale e comunitario con Dio, permette ciascuno ad uscire dall’illusione dell’autosufficienza per fidarsi di Dio; il richiamo al sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, è occasione per riconoscere la propria fragilità e combatterla per aprirsi realmente all’altro. Di grande forza il richiamo alla concretezza delle relazioni umane, in questo tempo logorate dall’abuso dei mezzi di comunicazione. Il connubio necessario è dunque con azioni concrete nella quotidianità della vita: la Quaresima è tempo opportuno «per prenderci cura di chi ci è vicino, per farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita». Azioni concrete e gesti di vicinanza sono quei piccoli semi che germogliando portano frutti di vita eterna, perché seminati nel solco dell’azione di Dio nella storia. «La quaresima non è tempo cristiano se ci si ritira dal mondo», così ancora Suor Alessandra. Il cristiano è colui che “agisce per” e non si accontenta di “stare in”. Alla Vergine Maria è dunque affidato questo nostro impegno, perché ci ottenga da Dio il dono della pazienza e della perseveranza.