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Joao Vale e Azevedo: l’economia mondiale nel 2022 è a rischio a causa dei rincari di gas ed energia elettrica

IMMEDIAPRESSJoao Vale e Azevedo: l’economia mondiale nel 2022 è a rischio a causa dei rincari di gas ed energia elettrica

(Adnkronos) – Milano, 30 Marzo 2022. Sono migliaia le aziende italiane esposte al rischio di dover fermare la produzione a causa del rincaro dei prezzi di energia e gas. Costi insostenibili, secondo una valutazione del Centro studi della Confindustria, che mettono a repentaglio attività, posti di lavoro e sostentamento delle famiglie e che potrebbero portare al blocco di interi comparti produttivi, dalle aziende del vetro, della ceramica, del legno e della carta fino alle aziende metallurgiche e del cemento. 

Nel 2022 il costo dell’energia per le imprese dovrebbe ammontare a circa 37 miliardi, un balzo preoccupante se si compara al costo del 2018 di circa 8 miliardi e del 2020 di circa 20 miliardi. Al pari del prezzo del gas, che da maggio ha iniziato a salire vertiginosamente, fino a raggiungere un aumento del 423% a livello mondiale.
 

Joao Vale e Azevedo, protagonista della finanza internazionale e Chairman di Kunst Global, una Private Equity Firm con base a Londra, Ginevra e Lussemburgo, ha spiegato come cambierà il quadro economico internazionale. Le sue non sono previsioni da prendere alla leggera: mentre i governi di tutto il mondo si dicevano certi che il 2021 sarebbe stato l’anno della rinascita, Joao Vale e Azevedo è stato uno dei pochi a esprimere dubbi al riguardo, affermando che avrebbe di certo preferito sbagliarsi, ma una serie di fattori fanno sì che le sue previsioni per il 2022 continuino a essere negative. 

Il principale fattore destabilizzante da considerare è certamente la guerra in Ucraina che, a prescindere dall’esito e sperando in una sua rapida risoluzione, influirà molto negativamente sul quadro economico mondiale. A farne maggiormente le spese sarà la Russia, e non solo per le sanzioni da cui è già stata colpita. 

Se la Russia continuerà su questa strada, ha dichiarato Joao Vale e Azevedo, se si ostinerà a portare avanti la guerra, sarà destinata alla bancarotta, cosa che a sua volta produrrà un effetto domino nel resto dell’Occidente. Ma a prescindere da questo, la guerra in Ucraina significa maggiore instabilità sui mercati, il rincaro dei prezzi dell’energia già fuori controllo, e un ulteriore aumento dell’inflazione, che potrebbe raggiungere valori doppi rispetto agli attuali. I danni maggiori, ha concluso Joao Vale e Azevedo, saranno pagati dall’Europa, che si troverà anche a dover gestire un’ondata di profughi senza precedenti. 

Ma la guerra, continua Joao Vale e Azevedo, non ha fatto altro che gettare ulteriore benzina su uno scenario economico gravemente compromesso dall’inflazione, che sta correndo e che sembra addirittura sottostimata; dalla crisi delle materie prime, che molti considerano transitoria e che, invece, potrebbe rivelarsi più profonda, determinata dalla pandemia ma anche dalla domanda di prodotti assai superiore rispetto al passato e alla quale l’industria della distribuzione potrebbe non riuscire a far fronte, vista la mancanza di manodopera e di mezzi di trasporti; e infine dal fattore più importante: l’aumento del costo dell’energia. 

In riferimento a quest’ultimo problema, Joao Vale e Azevedo ha affermato che è davvero una questione preoccupante, e non solo per il nostro futuro remoto, come si è pensato fino ad adesso, ma anche e soprattutto per il nostro presente. Lo stiamo vedendo in questi giorni: le bollette della luce e del gas sono schizzate alle stelle, famiglie e aziende – già provate dalla pandemia – non sanno come far fronte agli aumenti. I governi europei promettono soluzioni nell’immediato, ma si tratta di cerotti con cui si spera di curare una ferita ben più profonda. 

Stiamo pagando il prezzo di una politica energetica orientata alla sostenibilità interessata solo alla ricerca di facile consenso sui giornali e nell’opinione pubblica meno preparata, che ha fallito nel prevedere le conseguenze a lungo termine, ha dichiarato Joao Vale e Azevedo, sottolineando che un cambiamento del paradigma energetico come quello dal carbone al gas, o dal petrolio all’elettricità necessita di investimenti enormi: a parte la propaganda, non è stato fatto nulla perché questo fosse possibile, nemmeno sono ben chiari i costi di una simile operazione. 

Abbiamo voluto cominciare una rivoluzione epocale, ma siamo completamente privi delle infrastrutture e dei fondi necessari per organizzarla e gestirla, e ora i Governi cercano di scaricare questi costi enormi su imprese e famiglie. Tutto questo perche’ la politica attuale manca di visione a lungo termine: i politici sono legati a cicli elettorali molto ravvicinati, mentre nella situazione in cui siamo servirebbero decisioni molto difficili e misure che necessitano di anni di implementazione per dare buoni risultati. Così, gestire le sfide del giorno d’oggi diventa praticamente impossibile. 

Del resto, ha proseguito Joao Vale e Azevedo, col tempo si è formata una strana mentalità. Sembra che nel mondo, quando ci si trova davanti a un’idea giusta in teoria, essa vada immediatamente implementata, a ogni costo, senza preoccuparsi degli aspetti pratici. 

Purtroppo, le cose non hanno mai funzionato così, la realtà è molto piu’ complessa. Un esempio su tutti riguarda la mobilità elettrica: è chiaro che le auto elettriche inquinano molto meno e sono migliori per l’ambiente, ma l’industria dell’auto e quella della benzina sono il cuore economico dell’Occidente. Possiamo dare tutti gli incentivi del mondo per l’acquisto di auto elettriche e mettere al bando le auto a benzina e gasolio, però dobbiamo capire come gestire i milioni di disoccupati che si formeranno in tutto il mondo quando le fabbriche di auto tradizionali o le raffinerie petrolifere verranno chiuse, o come far fronte al mancato gettito fiscale garantito dai carburanti. Ma incredibilmente questo non accade, ha concluso Joao Vale e Azevedo: per ragioni di mera propaganda, i leader internazionali prendono decisioni senza preoccuparsi delle conseguenze, causando un ulteriore paradosso. 

Responsabilità editoriale: TiLinko – Img Solutions srl 

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