Siamo tutti Don Maurizio Patriciello!

Ennesimo attacco violento al movimento per la legalità della provincia di Napoli: dopo le intimidazioni nei confronti di Biagio Chiariello (comandante della polizia locale di Arzano) e di Don Maurizio Patriciello, un ordigno è stato fatto esplodere nei pressi della Chiesa presso la quale opera il famoso prete anti camorra.

0
1173
Il prete anti camorra Don Maurizio Patriciello

Di queste tempi, quando si parla di ordigni esplosi, la nostra mente si proietta in automatico all’est Europa dove è in corso una sanguinosa guerra. Eppure le notizie giunte in queste ore ci fanno comprendere che le “guerre” possono avere tante sfaccettature e dimensioni.

Nella giornata di ieri, infatti, è esploso un ordigno nei pressi della Chiesa di San Paolo in Caivano (provincia di Napoli) che aveva un preciso scopo: intimidire indirettamente le azioni del movimento anti camorra in provincia di Napoli e colpire direttamente il prete Don Maurizio Patriciello.

Dopo le minacce nei confronti di Biagio Chiariello (comandante della polizia locale di Arzano) “colpevole” di combattere le attività criminali sul territorio e di Don Maurizio Patriciello (che si oppone da anni alle azioni malavitose di chi inquina i territori del napoletano e del casertano), si è passati ad atti molto violenti (come d’altronde succede da oltre trenta anni a questa parte).

Il 21 Marzo prossimo, come ogni anno e in tutta Italia, migliaia di persone scenderanno in piazza per la Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle Mafie. Sarà un giorno per portare alla luce del sole quel conflitto che vede “combattere” quotidianamente migliaia di attivisti contro ogni forma di sopruso e criminalità, violenza e discriminazione, mala politica e collusione con la criminalità organizzata, interesse di parte e negazione di diritti basilari.

Come redazione di Local Page non possiamo rimanere in silenzio rispetto all’evento accaduto in queste ore a Caivano, nè continuare a legittimare un’informazione di parte e collusa. Quello che faremo è usare l’arma della verità per portare a galla tutte le contraddizioni di un sistema marcio e dare voce a chi quotidianamente si oppone alle mafie in ogni ambito.

A tal proposito vogliamo ricordare le parole del giornalista Giancarlo Siani che venne ucciso dalla criminalità organizzata per aver fatto al meglio il suo lavoro da cronista:

“La criminalità, la corruzione non si combattono soltanto con i carabinieri. Le persone per scegliere devono sapere, devono conoscere i fatti. È allora quello che un giornalista ‘giornalista’ dovrebbe fare è questo: informare”.

Siamo tutti Don Maurizio Patriciello!