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lunedì, Settembre 26, 2022

Elezioni 2022, Calenda: “Occhi di Letta non di tigre ma strabici”

ULTIM'ORAElezioni 2022, Calenda: "Occhi di Letta non di tigre ma strabici"

(Adnkronos) – Quelli di Letta “non sono occhi di tigre ma strabici”. Lo ha detto Carlo Calenda a Milano. “Enrico, il Paese che descrivi non è quello, va riappacificato e non diviso a martellate. Quello che stava succedendo con lo spirito repubblicano di Draghi. Quella di Letta è una strategia folle, il Cln senza i 5 stelle ma con i sosia dei 5 stelle, la continuazione dei Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio, la maledizione della sinistra che non governa”.  

“Letta ha perso il diritto di intestarsi il liberalismo progressista quando ha deciso che il mondo è diviso tra il rosso e il nero, facendo la campagna elettorale più violenta del dopo guerra e decidendo che se non voti Pd sei no vax. Noi, con Matteo al governo, abbiamo fatto la legge sull’obbligo dei vaccini”.  

“Abbiamo un dato di fatto ed è che ci sono quattro coalizioni; non c’è fattualmente altro voto utile che sul plurinominale, in particolare al Senato. Ed è lì che noi fermeremo la destra. Ma non la fermeremo dicendo ‘fermiamo la destra’, lo faremo raccontando agli italiani che cosa vogliamo fare. Questo è l’unico voto utile che c’è” sottolinea il leader di Azione, rispondendo a chi gli chiede una replica agli appelli per il voto utile lanciati dal Segretario del Pd Enrico Letta. “Io non voglio fare polemica con nessuno, men che meno con Enrico Letta -chiarisce Calenda-. Quello che gli dico, semplicemente è: ricordati da che storia vieni. Non è così schematica ‘Berlinguer-Almirante’. C’era qualcosa di mezzo in Italia ed era molto importante”. 

“Subito dopo queste elezioni apriremo un cantiere vasto, chiamatelo fronte repubblicano, esattamente quello su cui Mario Draghi ha improntato la sua azione”. “Questa casa -aggiunge- è aperta a Cottarelli, Bonino, Bentivogli, Giorgetti, Sala, Gori”. Anche perché, ironizza, “mi fa molta impressione vedere Cottarelli con Fratoianni e Sala con Di Maio”. 

“Silvio Berlusconi ha perso il diritto a rappresentare la cultura popolare e democratica in Italia quando ha mandato a casa Mario Draghi”. “Abbiamo superato nei sondaggi Forza Italia, la Carfagna è contenta io manco per niente. A Roma siamo passati dal 5 al 20%, cerchiamo di darci una mossa per arrivare lì dove dobbiamo arrivare”. 

“Il voto utile non esiste, ci sono quattro coalizioni. L’unico modo per fermare la destra sfascista non è dire o noi o loro, ma facendo una campagna valida che porti voti al Senato, proporre una idea migliore della loro non dire mamma i fascisti”. 

RENZI – “Nella vita io ho imparato a non escludere niente – risponde a chi gli chiede se ritenga di non poter escludere eventuali liti con Renzi – , ma non è questo il punto: io e Renzi discutevamo quando eravamo insieme al governo, ma abbiamo fatto ‘Impresa 4.0’, abbiamo fatto le unioni civili, abbiamo provato a riformare la Costituzione, abbiamo fatto il salario di produttività ed è stato l’unico periodo in cui si è abbassata la pressione fiscale di due punti percentuali. Non è importante quello che noi ci diciamo o come lavoriamo insieme, perché lo abbiamo fatto e anche bene. Quello che è importante è rappresentare la stessa area politica con coerenza”. 

“Oggi -rimarca Calenda- noi siamo l’unica formazione politica che è all’interno dello stesso gruppo in Europa. Tutte le altre coalizioni, pensate alla destra, a Berlusconi che in Europa sta con il Pd e contro la Meloni e Salvini e in Italia sta con la Meloni e Salvini e contro il Pd. E pensate al Pd che si allea con Bonelli e Fratoianni, che hanno sfiduciato Draghi 50 volte. Noi siamo quello che siamo, liberali progressisti e riformisti”. E a chi gli chiede se intenda vietare a Renzi di fare consulenze, riferendosi all’intervento dell’ex premier in Arabia Saudita in occasione della Future Investment Initiative, risponde: “Quello che fa Renzi nella sua vita privata riguarda solo Renzi; come mi regolo io lo sanno tutti, io non faccio consulenze con nessuno”. 

SALVINI – Salvini “è vicino a Putin. E ora querelami, Salvini. Guarda la foto di quando dicevi che davi due Mattarella contro mezzo Putin. In un Paese che ha senso della Patria non avresti rimesso piede sul suolo patrio”.  

 

 

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