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Riccardo Picotti: il genio del dropshipping che non smette di stupire.

IMMEDIAPRESSRiccardo Picotti: il genio del dropshipping che non smette di stupire.

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Milano, 22 aprile 2022 – Dai banchi di scuola della provincia friulana ai grattacieli di Dubai: la storia di Riccardo Picotti, classe 1997, è la storia di un sognatore cha ha seguito le sue intuizioni per valicare i limiti dell’immaginario collettivo e ritagliarsi uno spazio nel mondo dell’imprenditoria digitale. Nonostante la sua giovane età, Riccardo è da molti considerato un veterano del dropshipping, un metodo che consente di fare impresa riducendo al minimo i rischi. Andiamo a scoprire come ha fatto un ragazzo senza alcun titolo di studio a costruire un impero online, con fatturati dell’ordine di diversi milioni di euro all’anno, a soli 24 anni. 

I primi passi nel mondo dell’imprenditoria.
 

“Alle superiori la scuola non mi soddisfaceva, non riuscivo a contestualizzare i miei studi all’interno di un eventuale percorso professionale”, racconta il giovane friulano. “Studiavo informatica, in quanto sono sempre stato un appassionato di tecnologia e un grande fan di Steve Jobs, ma nonostante la mia passione, la scuola continuava a non darmi ciò che cercavo: il mio obiettivo era trovare modi per fare impresa, per creare qualcosa di mio, mentre la scuola mi formava per essere un dipendente, limitando il trasferimento di conoscenza ad argomenti obsoleti. Io che venivo da una famiglia umile, nutrivo una forte voglia di riscatto e, così, ho raccolto la richiesta di un compagno di scuola che aveva bisogno di riparare il suo IPod. Da lì ho iniziato a passare notti insonni studiando quei dispositivi e seguendo i più disparati tutorial che trovavo sul web. E così, sempre più persone hanno iniziato a chiedermi di riparare i loro cellulari, finché a scuola sono diventato famoso per questo. Avevo finalmente scoperto come guadagnare denaro sfruttando le mie capacità”.  

L’approdo nel mondo del dropshipping.
 

Quando, nel 2013, il suo compagno di banco gli chiese di trovargli un telefono con il quale sostituire il suo rotto, Picotti si affidò subito alle più classiche piattaforme di scambio sul web e non ci mise molto a trovare ciò che avrebbe potuto fare al caso suo. “Cosa ho fatto? Semplice, ho bloccato il prodotto, mi sono fatto dare i soldi dal mio amico, sono andato a fare lo scambio con il venditore che avevo trovato sul web e mi sono tenuto una piccola differenza in denaro”, spiega l’imprenditore. “Praticamente ho guadagnato dei soldi senza aver corso nessun rischio. Il problema era che facendo queste operazioni off-line, prima o poi il mio bacino di utenti sarebbe finito. Così ho pensato di iniziare ad esplorare il mondo della compravendita on-line. Ho aperto un sito in cui proponevo prodotti di cui non ero in possesso e, una volta venduti, con i soldi incassati compravo i prodotti dai fornitori che li spedivano direttamente a casa degli acquirenti. Questo è il dropshipping: vendere prodotti che non si posseggono. E’ un modo di fare impresa che non prevede alcun rischio d’impresa, l’ideale per iniziare per chi non ha capitali da investire”. 

Il business si allarga: dalle piccole transazioni ai grandi fornitori internazionali.
 

Lasciata la scuola dopo la terza superiore, contro il volere dei genitori, Picotti non ha mai smesso di studiare e ha cercato di apprendere quello che la scuola convenzionale non poteva dargli in termini di sbocchi professionali. Una scelta che ha subito ripagato: a 17 anni, infatti, si è trovato a fatturare diverse migliaia di euro ogni settimana. “Quando ho scoperto il dropshipping mi appoggiavo alle classiche piattaforme di compravendita online”, continua il professionista digitale. “Poi ho aperto il mio sito, ho pensato a una strategia per monetizzarlo e ho scalato questo business fino ad arrivare a prendere contatto con i grandi fornitori cinesi e americani. Lì ho detto basta alle piattaforme come Subito.it e ho intrapreso la mia strada. Ovviamente ho incontrato tantissime difficoltà, ma non è mai stato un problema. Il trucco è imparare dagli errori e non evitarli. A scuola gli errori non sono contemplati e, infatti, i ragazzi non vengono preparati al mondo del lavoro. Io ho smesso di contare gli store che ho aperto e sono falliti, o i prodotti che ho lanciato e non hanno funzionato. La mia vita è fatta di continui test, di esperienze, studi su studi”. 

Dubai, un paradiso fiscale dove poter screscere personalmente e professionalmente.
 

Il trasferimento negli Emirati Arabi, paese perfetto per fare impresa a condizioni fiscali vantaggiose, era nell’aria. “Mi sono ritrovato davanti ad una scelta per niente facile: lasciare la mia zona di comfort e trasferirmi all’estero. All’inizio non è stato facile, ma poi questa scelta si è rivelata una delle più azzeccate della mia vita”, chiarisce Picotti. “Avere la possibilità di vivere in un posto dove la gran parte delle persone sono imprenditori che lottano per i propri sogni, per i propri obiettivi e la propria libertà, mi ha aiutato moltissimo a crescere, portandomi a fondare ben 3 aziende. “Una che si occupa di e-commerce e con la quale gestiamo tre brand principali, che operano sul mercato Italiano ed Americano, poi la Riccardo Picotti International, un’azienda di formazione che ha come obiettivo la condivisione del metodo dell’e-tailing, che altro non è che l’evoluzione del dropshipping, con tutte le persone che desiderano costruirsi un futuro migliore rispetto a quello prospettato tramite un classico lavoro da dipendente, e infine un’agenzia di marketing che promuove grossissime aziende in cui io e il mio team abbiamo intravisto un potenziale professionale e sociale importante. In poche parole, abbiamo selezionato pochi grandi progetti in cui crediamo veramente, tanto da entrare come parte attiva dell’azienda. Al momento abbiamo tra i nostri partner uno dei più qualificati gastroenterologi italiani, un esperto di bio-haking che sta studiando diversi metodi che permettono di alzare l’aspettativa e la qualità di vita sensibilmente, un pitto-scultore italiano famoso in tutto il mondo, le cui opere vengono esposte nelle mostre più importanti e riconosciute a livello internazionale, e uno dei più preparati formatori nel mondo della comunicazione. Insomma, siamo coinvolti in tanti progetti che necessitano la massima attenzione e una cura particolare. Al momento la mia squadra è composta da circa 40 persone, un ottimo risultato se pensiamo che abbiamo iniziato da zero. Gestire un team così grande da remoto non è semplice, soprattutto se si seguono diversi fusi orari e si lavora in gruppi che seguono progetti differenti. È una vita tosta, ma io ci credo davvero”. 

Il web come “place to be” per sognatori e menti ambiziose.
 

Alla luce di quanto raccontato, a chiunque verrebbe voglia di mollare tutto e buttarsi nel mondo del web. Ma siamo sicuri che questa dimensione offra più opportunità del mondo reale? “Assolutamente sì”, risponde Picotti. “Paradossalmente è il mondo reale, quello che ci siamo costruiti attorno al nostro sistema lavorativo, che crea maggiori insicurezze. Precarietà e contratti da fame sono all’ordine del giorno nel mondo reale, ma la verità è che, anche se non vogliamo ammetterlo, è il digitale il nuovo orizzonte, la strada da percorrere. Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo negarci la possibilità di conoscere nuove opportunità solo perché la narrazione convenzionale ci dice che una particolare strada non è percorribile. Siamo nel 2022 e ancora, davanti alla più grande conquista degli ultimi cento anni, sappiamo solo dire di no. Io sono la prova che il web può regalare grandi soddisfazioni e sono pronto a raccontare la mia esperienza a chiunque sia disposto ad ascoltare”. 

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