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giovedì, Maggio 19, 2022

Avv. Luigi Parenti: “Il conflitto in Ucraina dal punto di vista giuridico. L’ennesimo crimine di guerra?”

IMMEDIAPRESSAvv. Luigi Parenti: “Il conflitto in Ucraina dal punto di vista giuridico. L’ennesimo crimine di guerra?”

(Adnkronos) –
Il legale analizza la situazione internazionale sottolineando la differenza tra i concetti di crimine di guerra e contro l’umanità
 

Roma, 20 aprile 2022. Non bastava l’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 ad infliggere ulteriore sofferenza tra la popolazione mondiale. “Il 24 febbraio 2022 la Federazione Russa, guidata dal suo presidente Vladimir Putin, ha invaso militarmente l’Ucraina, causando l’indignazione e lo sgomento di tutto il mondo. Le implicazioni generate dal conflitto sono inenarrabili, dalle barbarie perpetrate sui cittadini ucraini agli ingenti danni economici, i quali hanno provocato rincari su carburante e generi alimentari anche sui mercati europei. I ‘bombardamenti russi’ non hanno risparmiato neppure gli ospedali pediatrici, sono state rase al suolo molteplici infrastrutture quali strade, aeroporti, porti ed interi quartieri, provocando svariate vittime”. L’avvocato Luigi Parenti, patrocinante in Cassazione e titolare dell’omonimo storico studio legale a Roma, con sede anche a Milano, riassume così le conseguenze del conflitto, che suscitano domande nei cittadini occidentali: chi dovrà risarcire i danni umanitari ed economici? Come si qualificano le aberranti azioni militari poste in essere dalla Russia?  

Interrogativi, questi, ai quali – sebbene sia complesso quantificare i danni provocati da una delle guerre attualmente in corso – si può cercare di dare una risposta tentando di capire, da un punto di vista giuridico, come si qualifica il conflitto scoppiato in Ucraina. “Anzitutto, occorre premettere che i crimini di guerra differiscono, in via generale, dai crimini contro l’umanità ed il genocidio, termine, quest’ultimo, utilizzato per la prima volta in occasione del massacro armeno” spiega il legale, sottolineando come “i crimini di guerra – giudicati dalla Corte penale internazionale e dal Tribunale dell’Onu, aventi entrambi sede nei Paesi Bassi – si configurino quando vi sia una violazione punibile in forza di trattati e/o convenzioni internazionali afferenti il diritto bellico, quale, ad esempio, il mancato rispetto di regole cosiddette ‘di combattimento’. Diversamente, i crimini contro l’umanità sono atti violenti e generalizzati che hanno ad oggetto abusi nei confronti di etnie, popoli o determinate categorie. Gli stessi, pertanto, non sono necessariamente consumati durante un conflitto bellico”. È tuttavia possibile che “le suddette fattispecie possano essere commesse congiuntamente. In tal caso, però – precisa Parenti – se la condotta ascritta è la medesima l’incriminato può lamentare la violazione del principio del Ne bis in idem”.  

Chiarito il quadro di riferimento, è necessario calarvi all’interno l’attuale situazione del conflitto e “chiedersi come verranno classificate le torture e le violazioni commesse in Ucraina e, soprattutto, se il presidente Putin potrà essere ritenuto responsabile dei predetti crimini. L’opinione pubblica mondiale non fa altro che indignarsi per l’atroce massacro di Bucha, ove, verosimilmente, sono state consumate raccapriccianti uccisioni di civili e soldati, nonché, violenze sessuali e stupri di guerra ai danni di donne ed addirittura minori – aggiunge il legale – La spasmodica diffusione delle immagini di cadaveri di civili in fosse comuni, oltre a scioccare il mondo occidentale, ha spinto la presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, ad assicurare al Popolo ucraino un sussidio investigativo al fine di raccogliere prove su crimini di guerra e crimini contro l’umanità e a dichiarare che ‘le strazianti immagini viste non possono e non saranno lasciate senza risposte. Chi ha commesso questi crimini atroci non resteranno impuniti’”. Alla luce di tutto ciò, quindi, conclude Parenti, “appare plausibile, nel caso venisse acclarata la responsabilità della Russia, che si apra un processo, sulla falsa riga di quello di Norimberga, nei confronti del presidente Vladimir Putin”. 

Contatti:
Studio Legale Parenti

 

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